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    July 23

    Bilancio d'esercizio 2007/2008...

    Che stanchezza ragazzi... questi giorni di superlavoro pre-ferie, nel tempo di carenze di personale e sostituzioni, stanno mettendo a dura prova il mio, ormai esile, corpicino!!! Se a questo ci aggiungiamo pure la vita notturna che la stagione estiva esige per essere considerata tale, si capisce il motivo di questa mia sopravvivenza risicata... A sostenermi c'è il pensiero delle vacanze, quantomai sudate, che tra poco più di due settimane, giungeranno graditissime nella mia vita. E' passato un altro anno... proviamo a tirare un pò le somme di questa "stagione" 2007/2008.

    Ovviamente un posto di assoluto rilievo è ricoperto da quella che in passato ho definito "l'inversione di tendenza". Mi guardo indietro e sembra ieri quando conobbi il buon Vincenzo Pilone, con tutti i miei dubbi, le mie perplessità, le mie paure e, soprattutto, i miei 42 chili in più! A proposito... sono stato di recente da lui per fare il punto della situazione, mi ha detto che è tutto ok e che entro l'anno devo perdere un'altra decina di chili, poi, tra febbraio e marzo, programmeremo l'intervento di addominoplastica per eliminare gli antiestetici tessuti in eccesso e chiudere definitivamente il cerchio. Ormai ci siamo quasi, ancora un po' di lavoro ed è fatta!

    Sempre in quest'anno credo di aver raggiunto una certa maturità di tipo professionale. Francamente vivo con minori ansie il mio rapporto di lavoro ed il mio rapporto col lavoro. Sia chiaro, non è che tutto d'un tratto mi piaccia profondamente quello che faccio, diciamo solo che l'odio sviscerato che provavo prima si è trasformato in una cordiale antipatia, come quando, per mera educazione, saluti una persona, magari la incontri al bar e ci prendi un caffè insieme, ma appena va via pensi "ma questo che cazzo vuole? Chi lo conosce?" Sarò strano, vero? Vabbè penso che prima o poi troverò un equilibrio anche in questo, ci sto lavorando e credo di essere sulla buona strada. E poi in questo nuovo, anche se comunque transitorio, status di "chiatto normale" e non più "chiatto esagerato", mi è stato detto, più volte, che dimostro 10 anni in meno, quindi... che problema c'è?! (questa non è per tutti, lo ammetto. Chi può capirla sorriderà...!)

    Un'altra cosa da menzionare, avvenuta in quest'anno, è stata la graduale maturazione di un'amicizia con una persona (che, come al solito, non vi dirò chi è, però questa persona, ne sono certo, in cuor suo, leggendo questo post, me ne darebbe atto). No che prima non fosse tale, per questo parlo di maturazione, essa però si è profondamente rinsaldata prendendo i caratteri dell'amicizia vera e leale, alla pari (come recita il Garzanti). Quei rapporti dove dirsi le cose non può e non deve rappresentare un problema, anche se sono esse sconvenienti. Sebbene, come detto, non voglio fare nomi, sia chiaro che non si tratta di Mirko, con lui questo è così da tanto ed è per me motivo di orgoglio. (Cià Combà, Stavolta tu non c'entri, e comunque stai tranquillo, sei insostituibile!)

    Ultima cosa da dire, ma sicuramente prima per importanza, è... indovinate? Beh, ve lo dico, e daltronde molti già lo sanno. Non ci crederete, ma io e Francesca abbiamo individuato una data (ovviamente di massima) per il matrimonio. Ebbene si. In fondo ormai sono un ometto! Calmi però, parliamo del 2010, ma se penso che quando ne abbiamo discusso ci mancavano ancora tre anni o poco meno ed ora già mancano due anni o poco più, capisco che il tempo vola davvero ed in men che non si dica arriverà anche quel giorno. Che dire, chi mi conosce sa quanto io ci tenga a questa cosa, è stato sempre un mio obbiettivo primario, tuttavia, cominciarlo ad intravedere mi fa uno strano effetto, come dire... stupefacente, inebriante, obnubillante, ecco, questo è il termine giusto!

    Vabbè giovani, la mia pausa è finita, il foglio di carta dove scrivo le bozze dei miei interventi pure... quindi vi lascio. Una riflessione conclusiva, però, lasciatemela fare. La stagione 2007/2008 è stata per me molto intensa, ricca, profondamente rivoluzionaria... Tutto questo mi è piaciuto, e tanto. Allora cosa, se non il buon proposito di iniziare la prossima, ormai sulla soglia, con la speranza che possa essere, per quanto possibile, migliore? Credo che cambiare, per l'uomo, sia la più normale delle cose, ma farlo in meglio, sono certo che sia la più bella e stimolante!

    A presto wagliuni...

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    Io un anno fa.. ed io oggi...

    July 12

    La Sentenza...

    La Sclerosi Multipla, chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). La grande variabilità dei sintomi che la caratterizzano è conseguenza di un processo di degenerazione della mielina, da qui il termine demielinizzante. La mielina costituisce il materiale che riveste i nostri nervi, permettendo la trasmissione rapida ed integra degli impulsi nervosi. Se in uno stato di normalità le informazioni nei nervi sono trasmesse a 100m/s, in un individuo affetto dalla sclerosi multipla la velocità scende gradualmente a 5m/s. Nel corso della malattia la distruzione delle guaine mieliniche causa il blocco o rallentamento degli impulsi che vanno dal sistema nervoso centrale verso le diverse parti del corpo e viceversa. Le aree in cui la mielina è stata danneggiata vengono anche dette placche. Da ciò deriva l'appellativo sclerosi a placche.

    Nel ringraziare il vecchio e caro wikipedia per la preziosa collaborazione fornita, torno oggi sul mio blog con una triste divagazione: un doveroso pensiero per chi, su un maledettissimo foglio di carta bianca, scritto con caratteri pressochè indecifrabili, tipici dei neurologi, ha impresse quelle due terribili parole, due parole che dal momento in cui vengono scritte lo accompagneranno per il resto della vita, come un tatuaggio impresso a fuoco...  SCLEROSI MULTIPLA. Una diagnosi impietosa, terrificante, avvilente. Una di quelle notizie ce ti lasciano senza fiato. A me è toccato l'arduo compito di leggere quel foglio, portato con indifferenza dal mio paziente, come se ci fosse scritto "raffreddore", spiegare cose ce non dovevo essere io a spiegare, fornire dettagli che non dovevo essere io a fornire, gestire emozioni che non dovevo essere io a gestire. Quando ho letto, ad alta voce, quella terribile condanna ho alzato lo sguardo ed ho incrociato gli occhi atterriti del mio paziente, ignaro di tutto. Non dovevo essere lì in quel momento, non io, non toccava a me... Ho dovuto trovare delle parole di circostanza, quelle parole a cui non credi neanche tu quando le pronunci, imbarazzanti scuse palesemente tali. Non potevo convincerlo che si trattasse di una cosa da niente. Non è  una cosa da niente. In questi giorni mi capita spesso di pensarci, quale terribile fatalità è toccata a costui, che ha fatto per meritarsela? La risposta è sempre la stessa: quello che hanno fatto tutti quelli che si portano condanne simili, niente. Così doveva andare. Vi saluto ragazzi, non ho tanto altro da raccontarvi. A presto.