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February 27 Le sfumature... Richieste di aiuto o bizzarrie???Fare le terapie domiciliari ha tanti svantaggi: devi girare in auto col traffico, il problema del parcheggio, lo stress, i pazienti sono in genere più gravi e chi più ne ha più ne metta.... Di contro ha una grande, impagabile virtù: sei tanto tempo da solo, magari in auto nel traffico, ma da solo, con i tuoi pensieri e se ce l'hai con la tua tranquillità! Ebbene questo permette di fare lunghe riflessioni su tante cose che accadono e che, se avessi un'impegno continuo, probabilmente passerebbero del tutto o parzialmente inosservate; come dire... quella moltitudine di sfumature della vita che, quando una vicenda non viene approfondita, rientrano nell'ordinaria amministrazione e che il nostro cervello archivia, senza elaborarle, come scontate. Le sfumature di cui parlo sono tutti quegli atteggiamenti che ciascuno di noi assume, nei rapporti con gli altri, più o meno condivisibili, più o meno gradite da chi le subisce, che finiscono per essere sintetizzate banalmente come il carattere di Tizio o di Caio e che talvolta vengono addirittura classificate come bizzarrie. Ma quando hai il tempo di riflettere, di approfondire una risposta che ti è stata data, una telefonata che hai ricevuto, un SMS o semplicemente una frase detta tra i denti, ti rendi conto, a torto o a ragione, che nulla è casuale e che dietro tutte queste sfumature spesso si cela un messaggio profondo, una richiesta di aiuto da parte dell'interlocutore, un attestato di stima, una critica o semplicemente una dimostrazione di affetto. Ma allora, mi chiedo, quando si percepisce qualcuna di queste sfumature cos'è giusto fare? Raccogliere questi segnali e farli propri, come se fossero stati espressi in maniera esplicita e palese oppure è più giusto agire con discrezione ed aspettare che, eventualmente, il messaggio arrivi maturo e completo dal mittente? No, non mi dite che dipende dalla persona e dal rapporto che con essa si ha, questo anche io lo so... Quello che voglio dire è che spesso, a prescindere dal rapporto che si ha con una persona, non è facile entrare nelle trame del pensiero altui e, anche se si tratta di un caro amico che ha un problema, può sembrare inopportuno forzare la mano cercando di prestare un soccorso che non ti è stato neanche chiesto direttamente ma che hai solo letto in quelle famose sfumature. Allora, cari giovincelli, da voi non voglio la panacea di tutti i mali o la cura alle perturbazioni dell'umana sapienza... vorrei solo chiedervi cosa fareste se vi trovaste nella condizione di sapere che un amico ha bisogno di aiuto, che in qualche modo te l'ha fatto capire, anche senza dirtelo, ma che potresti anche, proponendo le tue soluzioni, urtare la sua suscettibilità invadendo degli spazi ed alterando quegli equilibri che nell'amicizia sono basilari. Io spero tanto, cari amici, di essere stato sufficientemente chiaro, se così non fosse ditelo pure e cercherò di spiegarmi meglio. intanto aspetto numerosi i commenti di tutti quelli che capitano sul mio blog, amici o meno, perchè davvero non so che fare...
NOTA PER GLI AMICI: Vi prego di non mettermi in difficoltà chiedendomi di chi si tratta, non ve lo direi, non sarebbe giusto... Comunque state tranquilli che non è di niente di grave o irrimediabile, c'entra solo con la conformazione a sfoglia di cipolla del cervello umano!!! A buon intenditor.... February 25 L'inversione di tendenzaCi sono voluti 29 anni per decidere la mia grande svolta, ecco, l'inversione di tendenza... come dite? Troppi? No, non credo... non è mai troppo tardi per cambiare vita! Certo certo, qualcuno non sa di cosa parlo e allora ve lo dico. All'inizio di settembre 2007, ero ancora in ferie, torna a casa mia mamma e mi fa: "Sai, ho accompagnato la mia amica alla Clinica del Sole ed ho scoperto che lì c'è un medico che si occupa di obesità" Bene, le dico, e allora? Poi la curiosità: che farà costui, quanto costerà, dai chiama e chiedi informazioni. Dopo qualche ora (mia mamma è efficiente) la notizia: "E' tutto in convenzione, c'è da pagare solo le visite che fai dal medico". Vabbè dai chiamiamo. Chiamato il medico e fissato l'appuntamento i dubbi e le curiosità si moltiplicavano... E vabbeh ne ho provate tante, una in più che differenza fa? Poi la visita: cazzo ma questo è un chirurgo, dice che mi vuole aprire, mi spiega, mi fa vedere, mi parla di statistiche, di tecniche operatorie, di anestesia, di percorsi post-operatori... Ma io ho sempre detto "Smetto quando voglio..." ma quel giorno forse ho capito, come il tossico che si trova davanti al SERT a prendere il metadone, che quello "Smetto quando voglio" è solo una squallida scusa per ingannare se stessi e provare a mentire agli altri. Io, proprio io che avevo sempre detto che mai sarei arrivato all'intervento per dimagrire, mi trovavo davanti ad una scelta importante, una di quelle che ti cambiano la vita, mi trovavo dvanti alla mia inversione di tendenza. Il dottore, che è poi diventato semplicemente Vincenzo (si chiama come me e ha praticamente la mia età), mi fa capire che la mia Obesità Patologica (così si chiama) è una malattia vera e propria e che la chirurgia è una soluzione importante ma deve essere comunque coadiuvata dalla mia forza di volontà e dal mio impegno, mi spiega che l'intervento di bendaggio gastrico che vuole farmi è un intervento sicuro, senza grossi rischi e che mi avrebbe aiutato a tornare al mio peso forma. Bene allora che si fa? Gli dissi, andando via con più insicurezze di prima, che gli avrei fatto sapere, le mie certezze antichirurgiche cominciano a vacillare e allora: SIA!!!
Dopo qualche settimana il prericovero per gli accertamenti e il 10 ottobre, finalmente, l'intervento. Un paio d'ore di sala operatoria, altrettante a riposo prima di alzarmi dal letto e poi al bagno a fare la pipì! Era fatta... Mi ero operato. 15 giorni solo liquidi, altri 15 di cibi frullati e poi si ricomincia a mangiare. Ora sono passati quasi cinque mesi, mi trovo con 30 kili in meno e tanta energia in più. Non posso negare di essere felice. Chi mi conosce nota un cambiamento (spero in positivo) del mio umore, io so di aver cambiato completamente i miei interessi, le mie aspettative, il mio modo di vedere la vita. Si, sono cambiato davvero, e mi piace. Certo devo ancora perdere una ventina di kili... ma chi mi ferma più!!! Io ero quello che il sabato voleva andare a mangiare, ora sono quello che si lamenta che si va a mangiare. Ero quello che... "che palle in discoteca"! Ora sono quello... "Ma a ballare non andiamo mai"? Insomma per certi versi sono diventato più rompicoglioni di prima! Ma mi piace! Mi capita addirittura di dire a qualcuno che sarebbe bene che pensasse a controllare il suo peso, lo so che non è bello sentirselo dire (quante volte me l'hanno detto) ma credo di aver capito che è opportuno evitare di arrivare al punto di doversi operare e che quello "Smetto quando voglio" è una bieca menzogna che ci danneggia e ci illude. Questa, cari ragazzi, è stata la mia inversione di tendenza, quella che ha davvero cambiato la mia vita. Sperando di poter essere, ache fuori (modestia a parte!), una persona migliore.
Ciao a tutti ragazzi.... poi vi dico come prosegue!
Ah.. Grazie a Vincenzo, il dottore che mi ha aperto, richiuso e cambiato la vita, grazie alla mia famiglia che non mi ha messo ansia, grazie ai miei amici che mi hanno sempre aiutato, anche nei momenti difficili, che pure ci sono stati, grazie a Mirko semplicemente perchè c'è e, ovviamente, grazie a Francesca che da 5 anni mi dimostra ogni giorno di più che mi ama (io lo dimostro di meno ma per me è uguale!)
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