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Enzo2478 Live SpacesSapiente miscela di cazzate, cose serie e considerazioni profonde...
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Rieccomi, ci rimettiamo in pari...Sarà stata mera svogliataggine, o forse il rapido ed incontrollabile susseguirsi degli eventi a tenermi lontano dal blog per tre lunghi mesi (che in realtà sono trascorsi in men che non si dica...) ma in ogni caso, eccomi! Allora... vediamo di rimetterci in pari.
Inizio giugno: due settimane di ferie. Prima settimana a Nardò, da Mirko. Minchia e quanto ne avevo bisogno! Abbiamo passato quattro giorni a fare praticamente niente, oltre che ridere e sparare cazzate! In realtà lui la mattina andava a lavorare, io, da perfetto casalingo, scendevo a fare la spesa, pulivo casa e cucinavo. Detta così sembra che sono andato a lavorare, ed in effetti... però ragazzi le risate che mi faccio col mio amico, quando siamo solo noi, non le potete immaginare, è qualcosa di clamoroso, andavamo a dormire, la notte, con le mandibole livide e doloranti, le gambe traballanti per la grappa, i muscoli della masticazione ben allenati e i pollici con quelle piaghe da decubito che solo la Play Station è in grado di procurarti! Mi invidio da solo del fatto di avere un amico così! Le ferie sono finite a Bologna: solito viaggio della speranza per salire (stavolta in autobus), due giorni insieme a Francesca in un clima di semiconvivenza che mi convince, semmai ce ne fosse bisogno, che con lei sto troppo bene e che il 2010 è davvero l'anno giusto. In mezzo qualche giorno di mare che mi ha dato pure la possibilità di stare un pò con quella scombinata di mia cognata Roberta (detta 'a mongoloide) a cui pure voglio un mondo di bene (tuttavia se non si mette a studiare le fratturo i femori!), un pò di pesca e la tumulazione del gatto di Imma. Povera cugina mia, io la prendo in giro, ma anche a me è dispaciuto per Clarissa... In fondo io già avevo vissuto la fine tragica del mio cane, è non è una bella esperienza. L'unica sicurezza è: mai più animali in casa! Adesso sono tornato a lavorare, in attesa delle ferie vere, quelle di agosto. L'Italia ha battuto la Francia (è sempre bellissimo batterli) ed è qualificata ai quarti di finale del Campionato Europeo ed ora aspettiamo la Spagna. In realtà un'altra cosa ci sarebbe, ma non si sposa col clima di questo intervento e mi riservo di parlarne tra qualche giorno in un nuovo post. Vabbè, dovremmo esserci rimessi un pò in pari con questo rapido excursus degli ultimi avvenimenti... a presto bimbi! La barra di avanzamento...Tranquilli tutti, non voglio parlarvi di software da installare sul PC o di trucchetti informatici di sorta... La mia intenzione è quella di esprimere, in maniera forse un pò originale e sicuramente metaforica, un concetto relativo al trascorrere dei giorni, dei mesi, degli anni, uno dopo l'atro. Inesorabili. Bene. Avete presente quando eseguite l'installazione du un programma sul vostro computer? Quando scaricate la musica da internet? Insomma, quando eseguite un qualsiasi processo che necessita di tempo, e il PC ve lo fa seguire passo passo... Vi appare quella striscia, di solito azzurra, che via via si allunga fino alla fine del processo che state eseguendo. Ecco, quella è la barra di avanzamento. Adesso, nei tempi dell'informatica e della super tecnologia, provate ad immaginare che ciascuno di noi, da qualche parte, abbia stampata la propria barra d'avanzamento della vita. Alla nascita la barra è allo 0% ed avanza fino alla morte dove segnerà il 100%, e forse uscirà la finestra con il messaggio: "installazione completata, riavviare il computer"!!! Ma in tutto questo c'è qualcosa che non quadra: a parte l'inizio, che ciascuno può collocare facilmente nel tempo, conoscendo la propria data di nascita, il resto è tutta un'incognita. Infatti nessuno può mai dire se la propria barra d'avanzamento è al 10, al 30, al 50 o al 90%, nessuno! Certo è che tutti speriamo che il nostro indicatore contenga valori bassi, ma la realtà è sconosciuta. Di sicuro c'è che per chiunque prima o poi arriverà il 100%. Ma quando? Oggi, domani, tra 100 anni. Chi può dirlo... Allora che si fa? Direte. Aspettiamo solo che finisca l'installazione per poi "riavviare il PC"? No, non credo proprio... In tal senso io la penso come la Microsoft: quando si scarica e si installa un aggiornamento dei prodotti di Bill Gates, se ci fate caso, appare un messaggio che dice che l'installazione è in corso e che intanto si può continuare ad utilizzare il computer, messaggio che poi si riduce ad icona e che spesso si dimentica fino alla fine dell'aggiornamento. Nel nostro caso, continuare ad utilizzare il PC non solo è possibile, direi che è proprio doveroso! Anzi, forse, usandolo con maggiore "intensità" si riesce addirittura a rallentare l'avanzamento dell'indicatore... Spero non vi siate persi nelle mie elucubrazioni mentali e nei miei, peraltro consueti, percorsi metaforici fuorvianti! Quello che voglio dire, cari ragazzi, è che la vita vale la pena di essere davvero vissuta, fino in fodo, fino al 100% e sempre al 100%. Va vissuta con la l'ardore di chi ha la barra al 99% ma con lo spirito di chi ce l'ha al 10... Voglio dire: viviamo ogni minuto della nostra vita come se fosse l'ultimo e rendiamolo speciale, importante ed infinito. Il buon Robin Williams raccontava di "cogliere la mela quando è il momento", "carpe diem" diceva: cogli l'attimo! Ed io sono daccordo. Pienamente. Cero, queste chiacchiere possono sembrare ovvie ed un tantino scontate. Beh, se lo pensate siete sulla buona strada! Vorrei tanto, però, che fossero un messaggio per chi ha paura di vivere, per chi, tornando alla nostra metafora, pensa che usare troppo il suo computer durante l'avanzamento dell'installazione possa essere dannoso, per chi, pur essendo al 10%, cive come se la sua barra fosse al 99%... Sveglia! Il Grande Giovanni Paolo II disse ai giovani "Non abbiate paura" e nella Sua grandezza non aggiunse altro... Io, indegnamente, faccio mia questa grande esortazione. Non dobbiamo aver paura di vivere, di mantenere accesa la luce delle nostre speranze, dei nostri sogni. Perciò, amici miei, cerchiamo di mantenere l'hard disk del computer che è in noi sempre in piena attività, questo rallenterà la barra d'avanzamento della nostra vita o, almeno, la terra ridotta ad icona permettendoci di non tenerla sempre sott'occhio. Almeno proviamoci. Nota per Giovanna: ti sembra abbastanza creativa come cosa? Lo so posso fare di più... Ma non darmi un voto troppo basso! Eccovi una barra di avanzamento... Non ho trovato di meglio, scusate! Le vittime della rivoluzioneLo stato di serenità che nei giorni scorsi mi riempiva l'anima è drammaticamente sprofondato nelle tenebre. Lo sapevo che era solo la quiete prima della tempesta. E la tempesta è arrivata puntuale, come la morte! Gli ultimi mesi, come ho già scritto, sono stati caratterizzati da una profonda "rivoluzione" (come la definisce il mio migliore amico), e purtroppo ogni rivoluzione lascia dietro di se le vittime del suo passaggio. Per buona sorte riesco ancora a controllare, almeno parzialmente, le mie famose, terribili reazioni agli stati d'insofferenza. Ma qual'è, dunque, il problema? Cosa ha turbato la mia serenità? Questo, francamente, non lo so. Questa inconsapevolezza certo può avere più di un significato: può essere segno che il problema semplicemente non esiste, oppure può essere che il problema è così profondo che la mia mente non lo elabora (per manifesta incapacità!), o, ancora, è possibile che si tratta solo di una serie di situazioni, anche di poco conto, che nel loro complesso, però, mi mettono ansia e mi inducono a reagire (male)... Bah, chi può dirlo!!! E allora, come al solito, invece di analizzare le cause o cercare le soluzioni Enzo che fa? Ovvio, spara nel mucchio cercando colpevoli, magari addossando colpe che, sebbene esistano, non dovrebbero essere sparate come sentenze inappellabili. Come se i miei, frequenti, stati d'insofferenza siano sempre deputabili agli altri, come se ci dovesse, per forza, essere un colpevole da condannare. Questa mia malcelata autocritica non è per niente una giustificazione, anzi, se è possibile rappresenta un ulteriore aggravante. Insomma dico di sapere che prendermela con gli altri, o assumere comportamenti discutibili (cioè quello che ho definito sparare nel mucchio) è uno dei difetti del mio terribilie carattere, e nonostante ciò non riesco a controllarmi... Ma si può? Prima o poi questi atteggiamenti li pagherò, lo so bene. In questa occasione, almeno, mi resta la consolazione di non aver fatto danni irreparabili, di non aver commesso errori irrimediabili. Almeno questo. Però una cosa buona l'ho fatta, una ma l'ho fatta... Sono stato sincero con le persone a cui tengo, ho detto la verità, quello che pensavo, giusto o sbagliato che sia! E di questo sono contento. Se le cose cambieranno sinceramente non lo so, in verità non so neppure se la tempesta è ormai alle spalle o mi sta solo dando una ingannevole tregua. Aspettiamo e vediamo che succede, cercando di essere un pò più ponderati negli atteggiamenti ed un pò più sereni nelle valutazioni. Ai posteri l'ardua sentenza!
La palese inconcludenza di questo intervento, scritto con la lingua mozzicata, senza riferimenti precisi a fatti successi, mi scuserete, ma è solo una forma di protezione per le persone coinvolte, persone a cui, sono certo, il messagglio arriverà molto più chiaro che ad altri. Dico sempre a tutti che io sono un libro aperto, come il mio blog, aperto a tutti, tuttavia sarebbe un tantino indelicato raccontare cose che non riguardano solo me ma anche le persone a cui tengo, pertanto mi astengo dal farlo e spero nella comprensione di chi avrà la pasienza di leggerlo. In ogni caso i vostri commenti sono sempre estremamente graditi. A presto... Il raggio di SoleQuello che in questi giorni sta iniziando è, a mio avviso, il periodo più bello dell'anno... bella scoperta, direte, la Primavera!!!! Ma cosa davvero rappresenta la Primavera? E' solo la stagione dei mandorli in fiore, del sole che riscalda l'aria fredda dell'inverno mettendolo alle spalle, delle ragazze che fanno bella mostra delle loro scollature, dei miei starnuti d'allergia, delle passeggiate pomeridiane e chi più ne ha più ne metta? No, io credo sia un'altra cosa o, almeno, anche un'altra cosa: la Primavera credo sia la stagione durante la quale ognuno riesce a guardare al futuro con occhi speranzosi, con la prospettiva ottimistica di chi vuole migliorare la propria esistenza. Non a caso si dice che essa sia la stagione dei nuovi amori, l'amore in fondo non è una speranza di miglioramento? Un nuovo amore non lo si cerca quando quello vecchio ha deluso? Se così non fosse ciascuno preferirebbe restare da solo... Insomma dopo il freddo dell'Inverno, passato a pensare prevalentemente al lavoro o allo studio, programmando di giorno in giorno gli impegni e le faccende da sbrigare, in Primavera si spalancano le porte dell'immaginazione, progettando ferie, vacanze, divertimenti estivi e quant'altro. Basta un raggio di sole che riscalda l'aria, insomma, ad aprirci un mondo che non è più quello dell'uggiosa giornata lavorativa dell'indomani, ma che lascia intravedere oltre, anche di diverse settimane o di qualche mese. A chi, del resto, non è mai capitato di incontrare un amico e, costatando che non lo si vedeva da un pò, esclamare: "Adessono vengono le belle giornate, magari ci sentiamo per un caffè, una pizza..." Insomma quel raggio di sole ci da lo stimolo per andare avanti guardando più in là.
Questa lunga premessa per raccontarvi un episodio che mi è accaduto oggi, che in un primo momento mi ha fatto ridere e che poi, quando ho potuto riflettere, mi ha molto commoso. L'episodio riguarda una persona che combatte da 4 anni con una terribile malattia che a poco a poco lo sta spegnendo. Una persona che seppur di vita davanti ne abbia ben poca, sebbene attaccato ad essa per mezzo di una macchina che gli permette di respirare, quantunque costretto a letto 24 ore al giorno alimentato da un tubo... beh, malgrado tutto ciò, costui coltiva le stesse speranze di chiunque altro, quel raggio di sole, che da qualche giorno scalda il suo cuscino, infatti, gli sta dando la forza di resistere, di combattere il suo invincibile male.
Stamane, con la simpatia che lo caratterizza e gli fa onore, malgrado le sue condizioni, mi guarda ridendo e chiede: "Dottò, tu che vai girando, mi fai sapere se quest'estate va il costume a mutandina o il boxer?" Mi sono chiesto se fosse impazzito ed ho riso, ma lui incalzava: "Me lo devi far sapere, io devo essere alla moda!" Io ridevo ancora e lui: "Ma non lo vedi il sole? Sta venendo l'estate!" Non ho dato tanto peso alla cosa, ho finito il mio lavoro e sono andato via. Poi mentre ero in macchina ho riflettuto, questa stessa persona, fino a qualche giorno fa, prima che andassi via si domandava solo se l'indomani ci saremmo rivisti... e ora? L'estate, il costume! E' bastato un raggio di sole... che meraviglia!
Questa persona, come avrete capito, è un mio paziente, uno dei primi che mi è stato affidato, una persona che ho visto, nel giro di qualche anno, peggiorare un giorno dopo l'altro. Ho ricordato di quando l'ho conosciuto, era il settembre del 2003, stava ancora bene, lo trovai seduto in terrazzo con la sua pianola che suonava e cantava "classici napoletani", accarezzava i tasti con le sue mani un pò da artista e un pò da lavoratore, quelle stesse mani che oggi non è quasi più in grado di muovere. Ogni giorno gli ho visto perdere qualcosa: come la fiamma consuma la cera della candela, la terribile malattia che si porta dentro sta inesorabilmente consumando il suo corpo.
Oggi, però, quel raggio di sole, quel tepore primaverile, gli ha ridato un pò di quello che l'inverno gli aveva tolto: gli ha restituito la forza di guardare avanti, e non è poco! Questa spruzzata di Primavera gli ha dato almeno la speranza, non di guarire (quella forse nessuno può dargliela), ma almeno di essere, ancora per un pò, ma sempre col suo sorriso, quello che non gli è mai mancato e che io gli auguro che non gli manchi mai.
La morale? Non voglio ci sia una morale. Il mio desiderio è che tutti possano, anche con l'aiuto della stagione che ci apprestiamo a vivere, credere nelle loro speranze, pensare al futuro con più ottimismo, guardare, insomma, un pò più in là del proprio naso... Le sfumature... Richieste di aiuto o bizzarrie???Fare le terapie domiciliari ha tanti svantaggi: devi girare in auto col traffico, il problema del parcheggio, lo stress, i pazienti sono in genere più gravi e chi più ne ha più ne metta.... Di contro ha una grande, impagabile virtù: sei tanto tempo da solo, magari in auto nel traffico, ma da solo, con i tuoi pensieri e se ce l'hai con la tua tranquillità! Ebbene questo permette di fare lunghe riflessioni su tante cose che accadono e che, se avessi un'impegno continuo, probabilmente passerebbero del tutto o parzialmente inosservate; come dire... quella moltitudine di sfumature della vita che, quando una vicenda non viene approfondita, rientrano nell'ordinaria amministrazione e che il nostro cervello archivia, senza elaborarle, come scontate. Le sfumature di cui parlo sono tutti quegli atteggiamenti che ciascuno di noi assume, nei rapporti con gli altri, più o meno condivisibili, più o meno gradite da chi le subisce, che finiscono per essere sintetizzate banalmente come il carattere di Tizio o di Caio e che talvolta vengono addirittura classificate come bizzarrie. Ma quando hai il tempo di riflettere, di approfondire una risposta che ti è stata data, una telefonata che hai ricevuto, un SMS o semplicemente una frase detta tra i denti, ti rendi conto, a torto o a ragione, che nulla è casuale e che dietro tutte queste sfumature spesso si cela un messaggio profondo, una richiesta di aiuto da parte dell'interlocutore, un attestato di stima, una critica o semplicemente una dimostrazione di affetto. Ma allora, mi chiedo, quando si percepisce qualcuna di queste sfumature cos'è giusto fare? Raccogliere questi segnali e farli propri, come se fossero stati espressi in maniera esplicita e palese oppure è più giusto agire con discrezione ed aspettare che, eventualmente, il messaggio arrivi maturo e completo dal mittente? No, non mi dite che dipende dalla persona e dal rapporto che con essa si ha, questo anche io lo so... Quello che voglio dire è che spesso, a prescindere dal rapporto che si ha con una persona, non è facile entrare nelle trame del pensiero altui e, anche se si tratta di un caro amico che ha un problema, può sembrare inopportuno forzare la mano cercando di prestare un soccorso che non ti è stato neanche chiesto direttamente ma che hai solo letto in quelle famose sfumature. Allora, cari giovincelli, da voi non voglio la panacea di tutti i mali o la cura alle perturbazioni dell'umana sapienza... vorrei solo chiedervi cosa fareste se vi trovaste nella condizione di sapere che un amico ha bisogno di aiuto, che in qualche modo te l'ha fatto capire, anche senza dirtelo, ma che potresti anche, proponendo le tue soluzioni, urtare la sua suscettibilità invadendo degli spazi ed alterando quegli equilibri che nell'amicizia sono basilari. Io spero tanto, cari amici, di essere stato sufficientemente chiaro, se così non fosse ditelo pure e cercherò di spiegarmi meglio. intanto aspetto numerosi i commenti di tutti quelli che capitano sul mio blog, amici o meno, perchè davvero non so che fare...
NOTA PER GLI AMICI: Vi prego di non mettermi in difficoltà chiedendomi di chi si tratta, non ve lo direi, non sarebbe giusto... Comunque state tranquilli che non è di niente di grave o irrimediabile, c'entra solo con la conformazione a sfoglia di cipolla del cervello umano!!! A buon intenditor....
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Decalogo delle cose che mi fanno felice
Un decalogo di quello che mi fa incazzare a morte.
Benvenuti nel mio Spaces! Visto che ci siete lasciate un segno del vostro passaggio... Scrivete una cazzata qualunque!!! |
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